F COME…FARFALLA

F COME…FARFALLA

Annunci 5 / 5 ( 1 vote ) F COME…. FARFALLA Era un bel mattino di primavera. Il sole sbadigliò dietro le nuvole e cominciò ad allungare i suoi raggi, che a uno a uno andarono a bucare le nubi per illuminare la terra. Il primo raggio accarezzò dolcemente la chioma di albero e uccellino ne fu felice. Il secondo svegliò istrice, che ancora dormiva. Il terzo andò dritto sulla testa di elefante che, contento di essere scaldato, fece un bel barrito. Il quarto finì sul naso di orso, che si mise a ridere a crepapelle. Il quinto raggio di sole era il più indeciso. Si guardava intorno e fu così che vide, sull’erba del prato, una piccola farfalla blu. Era Fifì che viveva proprio lì, in quel prato ricco di fiori. La conoscevano tutti, perché Fifì era una farfalla molto generosa, pronta a dare il suo aiuto a chi ne aveva bisogno. Proprio per questo il raggio di sole decise di regalarle la sua luce. Le ali di Fifì diventarono dorate e tutti ammirarono la sua bellezza. Ma quella notte la farfalla dorata vide un lume acceso in una casetta vicino allo stagno. Volò fin laggiù e vide un uomo che con grande tristezza guardava il quadro che aveva dipinto quel giorno. – Povero me! – sospirava.—Questo quadro è troppo scuro e nessuno lo vorrà. Non lo venderò e non avrò più denaro per comprare da mangiare. Ma sono vecchio e stanco… Si stese su una branda e si addormentò. Fifì, allora, decise di intervenire: volò sul quadro e batté forte le sue ali. Una polvere d’oro illuminò come per magia il paesaggio dipinto. Quando l’uomo si svegliò, non riusciva a credere ai suoi occhi: il paesaggio era luminoso, bellissimo, magico. Grosse lacrime scesero sul suo viso e non vide la farfallina blu che si allontanava nella notte. Fifì, stanca, si addormentò su un fiore e sognò di trasformarsi in una letterina speciale: F come farfalla, F come.. Fifì.       Immagini che iniziano con F...

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P COME…..PESCE

P COME…..PESCE

Annunci 4.5 / 5 ( 2 votes ) P COME …. PESCE Pablo, il pesce rosso, viveva in un acquario in un appartamento all’ultimo piano. Il suo proprietario lo nutriva ogni giorno e cambiava sempre l’acqua in modo da mantenerla pulita. Aveva persino fatto un regalo al pesciolino: un cappello bianco, che Pablo teneva sempre in testa. Il pesce rosso, però, si sentiva solo: l’acquario era grande e lui poteva girarlo in lungo e in largo, ma non incontrava nessuno. Ogni mattina guardava fuori dall’acquario verso la finestra, per cercare di vedere il mondo, osservava le nuvole, i rami degli alberi, gli uccelli. Una di queste mattine, un uccellino atterrò sul davanzale della finestra vicina all’acquario e attirò l’attenzione di Pablo. – Ciao! – lo salutò l’uccellino.—E’ da un po’ che volo da queste parti e ti vedo sempre solo nell’acquario. Come ti chiami? Pablo sorpreso, rispose: – Ciao, mi chiamo Pablo. E tu? – Io mi chiamo Ugo e ho scelto quest’albero per costruire il nido insieme alla mia compagna. Stiamo per avere dei piccoli! Ma tu come mai sei rinchiuso nell’acquario? Non ti viene voglia di uscire a scoprire il mondo? – Non posso uscire da qui… e sono completamente solo. Ti andrebbe di farmi compagnia ogni tanto e di raccontarmi qualcosa del mondo? – Ma certo! Io vedo il mondo dall’alto, volare è meraviglioso! – E l’uccellino cominciò a parlare del cielo, delle nuvole, delle campagne e delle città. – Com’è nil mare? – chiese Pablo. – Il mare lo vedo solo dall’alto ed è sterminato e blu, ma ho un po’ paura e non so come sia fatto sotto la superficie.—rispose Ugo. – Mi piacerebbe tanto vederlo—sospirò Pablo. – Vedrai che un giorno ci riuscirai. Ugo aveva ragione, Pablo avrebbe visto presto il mare. Il suo proprietario, un pomeriggio, tolse il pesce dall’acquario e lo mise in un sacchetto di plastica pieno d’acqua. Uscì di casa e andò in un paese di mare, dove la sabbia era fine e bianca. Arrivato sulla spiaggia, aprì il sacchetto e liberò Pablo nell’acqua. Il pesciolini guizzò via velocissimo. L’acqua era fresca e calma… finalmente si sentì libero! Quella notte fece un sogno: sognò di trasformarsi in una letterina...

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Le storie nel sacco n. 5

Le storie nel sacco n. 5

Annunci 5 / 5 ( 1 vote )   Racconta  l’emozionante avventura del giovane Aladino, nato povero e divenuto ricco grazie all’incontro con una lampada magica e con il suo misterioso abitante. Questo è un libro-gioco, la storia infatti è raccontata e illustrata in 21 schede, che si combinano in un’unica grande figura di cm 68×81, come un puzzle che si svela seguendo l’ordine narrativo. Le illustrazioni, ricche di colori e di particolari, sono integrate da un testo semplice e chiaro, riportato sia all’interno dell’astuccio, sia, in caratteri maiuscoli, sul retro di ogni scheda. Un viaggio gioioso dentro la magia dei colori, per imparare a vedere con le orecchie e ascoltare con gli occhi tutte le sfumature della poesia. Jorge Luján ci regala versi leggeri e intensissimi, che si aprono e profumano come petali di fiori: poesie brevi e acuminate, capaci di pizzicare senso e sensi come pungiglioni benevoli. Piet Grobler fa risuonare i suoi acquerelli della stessa grazia, trasportando il lettore in un universo liquido e lieve dove i colori vibrano di emozioni. In mezzo al Laghetto dell’Arcobaleno, c’era un isolotto. Le sue spiagge erano piene di sassi lisci come uova, e fiori e felci coprivano le alture. Sull’isolotto vivevano tre rane, Gianni, Piero e Lidia. Benché fossero fratelli litigavano dall’alba al tramonto. Un bel giorno però un grosso rospo sbucò dai cespugli… La Luna Giovanna finalmente trova un gatto che non scappa e lo porta con sé (resa ottimamente l’espressione disorientata del micio!) ma dopo coccole e fusa, il nuovo compagno la lascia per tornare fra i suoi tetti. Alla Luna Giovanna non resta che rassegnarsi. Un testo breve che insegna ai più piccini che non tutto è possibile. Illustrazioni semplici e coloratissime che continuano anche nei simpaticissimi esercizi alla fine del testo. Ottimo testo  per bimbi del primo anno della scuola primaria, aiutati dal testo in stampato maiuscolo, con una lettura facile e gratificante....

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T COME … TAVOLO

T COME … TAVOLO

Annunci 2 / 5 ( 1 vote ) T COME … TAVOLO In una casetta che sorgeva accanto ad uno stagno viveva un vecchio pittore. Nella sua casetta c’era di tutto: tre sedie, una stufa che borbottava, un lettino, quadri e tele bianche da dipingere, pentole e qualche piatto. In mezzo al salotto c’era un vecchio tavolo di legno. Il pittore lo usava sempre: per mangiare, per scrivere o disegnare, per posarvi i colori e perfino per pensare. Qualche volta vi appoggiava la testa e si addormentava. Il tavolo si sentiva molto importante, ma in certi momenti era un po’ triste. Pensava a quando era un bell’albero e viveva nel bosco. Allora sentiva le carezze del vento, il canto degli uccellini, il calore del sole e la dolcezza della notte… Poi qualcuno lo aveva tagliato. Prima era diventato legna e poi … un tavolo. Una notte il vecchio pittore si addormentò di nuovo su di lui. Nel sonno percepì la tristezza del tavolo e anche il suo desiderio. Aprì gli occhi e lo guardò a lungo, grattandosi la testa. “Un tavolo che sogna!” pensò. “Sto diventando proprio vecchio e immagino le cose più strane.” Tuttavia non riusciva a togliersi dalla mente quello che aveva sentito. Poi decise: prese il tavolo e, con un po’ di fatica perché non era più tanto forte, lo portò nel bosco. Che batticuore! Il tavolo risentì la carezza del vento, il canto degli uccellini, il calore del sole e la dolcezza della notte, ma non era più come prima. Ormai era più utile in casa e quando il vecchio pittore lo riportò in salotto, si sentì al sicuro e ne fu davvero contento. Quella notte sognò di trasformarsi ancora, questa volta però in una letterina: T come …. tavolo. Parole che iniziano con T...

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B COME …. BALENA

B COME …. BALENA

Annunci B COME … BALENA Bollicina, la balena, sapeva fare bolle di diverse dimensioni: alcune grandi grandi, altre piccole piccole, quasi minuscole. Viveva in una grotta nell’oceano e ne usciva solo per far vedere agli altri quanto era brava con le bolle. Qualche volta, però, si sentiva triste perché sapeva di non avere molti amici. Gli abitanti dell’oceano non la trovavano simpatica perché era vanitosa: pensava solo a se stessa e alle sue bolle. “Che cosa devo fare per diventare amica degli altri?” si chiedeva Bollicina. Un giorno pensò che, se avesse regalato a ognuno di loro una delle sue bellissime bolle, forse si sarebbero accorti di lei e forse sarebbero diventati anche amici! Così si impegnò a creare tante bolle, che spingeva fuori dallo sfiatatoio, facendo molta attenzione a che non scoppiassero. Soffiò una bolla grandissima per il pesce pagliaccio, una piccolissima per il cavalluccio marino, una grande come un pallone da calcio per il pesce spada. Il pesce pagliaccio, quando vide il regalo, per lo stupore disse: – Oooooh! Che bolla grande e rotonda: vedo il mio riflesso, brilla! Non la farò mai scoppiare! Grazie, Bollicina! Il cavalluccio marino prese delicatamente la sua minuscola bollicina e disse: – Oh, che meraviglia! Questa minuscola bolla sembra un tesoro. La terrò sempre con me e non la farò scoppiare mai. Grazie, Bollicina! Il pesce spada, che aveva un naso molto lungo, ammirò la sua bolla e disse: – Oh, com’è bella e luminosa! Giocherò con lei e non la pungerò mai con il mio nasone. Grazie, Bollicina! Bollicina era felice, condividere qualcosa con gli altri riempie di gioia e ora finalmente aveva trovato degli amici. Quella notte fece un sogno: sognò di trasformarsi in una letterina dell’alfabeto: una B come…. Balena, come…. Bollicina. Parole che iniziano con B...

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N COME … NUVOLA

N COME … NUVOLA

Annunci 5 / 5 ( 1 vote ) N COME … NUVOLA Nuvola era una soffice nuvoletta che amava cantare nel cielo azzurro, portata dal vento. Nuvola, però, era diversa da tutte le altre nuvole sue amiche: si commuoveva con grande facilità. Bastava una qualsiasi emozione per farla piangere. Se l’emozione era piccola, faceva cadere una pioggerellina leggera. Se l’emozione era grande, dalla nuvola cadevano goccioloni grossi come chicchi d’uva! Inoltre, la pioggia era colorata in base ai momenti della giornata. Nuvola piangeva per cose apparentemente poco importanti, come per esempio quando vedeva un uccellino che cercava di imparare a volare sbattendo a fatica le ali. -Spostati, per favore! – le gridava l’uccellino sotto la pioggia.—Mi stai bagnando tutto, così non ce la farò mai! In quelle occasioni, Nuvola aveva l’impressione di combinare solo guai. Un giorno Nuvola pianse addirittura a ripetizione: a novembre, durante la Giornata della Cortesia. Ormai da alcuni anni gli amici del prato avevano dedicato un giorno alle azioni gentili. Quel giorno i gesti di cortesia si moltiplicarono. A partire dalla mattina tutti furono gentili con tutti. Di fronte a tante buone azioni, Nuvola pianse calde lacrime colorate. Pianse lacrime rosa alle prime luci dell’alba, quando albero svegliò gli amici con una leggera carezza. Pianse lacrime bianche quando vide istrice distribuire agli amici il cibo della sua scorta invernale. Pianse lacrime rosse quando elefante lesse una bellissima storia per consolare il piccolo dinosauro. Infine, pianse lacrime colore della notte quando albero accolse il riposo degli amici in un caldo abbraccio. Alla fine della Giornata della Cortesia, dopo tante lacrime, il prato sembrava un arcobaleno! Quella notte Nuvola fece un sogno: sognò di trasformarsi in una letterina: una N come….Nuvola.   Parole che iniziano con N...

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